Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/329

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316 pensieri (983-984)



*    Un nostro missionario (cioè italiano), il P. Paolino da S. Bartolomeo, mostrò l’affinità della lingua tedesca con una lingua indiana non solo, ma che da una lunga serie di secoli ha cessato di essere vernacola, con la samscrdamica (cioè sascrita: cosí la nomina anche pag. 208, samscrdamica), che è la madre di tutte le lingue delle Indie. Biblioteca Italiana, vol. VIII, pag. 206 (25 aprile 1821).


*    Che il verbo latino serpo sia lo stesso che il greco ἔρπω è cosa evidente, come pure i derivati, serpyllum ec. Ma che gli antichi latini, e successivamente il volgo latino, usassero ancora, almeno in composizione, lo stesso verbo senza la  (984) s, come in greco, lo raccolgo dal verbo neutro italiano inerpicare o innerpicare che significa appunto lo stesso che il greco ἀνέρπω, composto di ἔρπω, cioè sursum repo, come anche ἀνερπύζω (del verbo ἀνέρπω non ha esempio lo Scapula, ma lo spiega sursum repo. Ve n’è però esempio in Arriano, Expedit. , lib. VI, c. 10, sect. 6, e nell’indice è spiegato sursum serpo). Il qual verbo, siccome non ha radice veruna nella nostra lingua né nella latina conosciuta, cosí l’ha evidentissima nel detto verbo ἔρπω, dal quale non può esser derivato se non mediante il latino, cioè mediante l’uso del volgo romano, differente in questo dagli scrittori (25 aprile 1821).


*    Delle qualità e pregi della lingua sascrita vedi alcune cose estratte da un articolo di Jones nelle Notizie letterarie di Cesena, 1791, 24 novembre, pag. 365, colonna 1. Dell’abuso ch’ella fa talvolta de’ composti vedi ib., pag. 363, colonna 2, fine. Abuso simile a quello che ne facevano talvolta gli antichi scrittori, e massime poeti latini, ma assai maggiore, secondo la natura dei popoli orientali, che sogliono sempre e in ogni genere spingersi fino all’ultimo e intollerabile eccesso delle cose (25 aprile 1821).