Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/345

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332 pensieri (1003-1004)

entrare nelle orientali; e nelle incólte regna sempre l’immaginazione piú che in qualunque cólta, e la ragione vi ha meno parte che in qualunque lingua formata. Proporzionatamente dunque dovremo dire della lingua francese rispetto all’italiana quello stesso che diciamo rispetto alle antiche. E il fatto lo conferma, giacché nessuna lingua moderna cólta è tanto o ignorata o malissimo e assurdamente gustata dai francesi, quanto l’italiana; di nessuna essi conoscono meno lo spirito e il genio, che dell’italiana; di nessuna discorrono con tanti spropositi, non solo di teorica ma anche di fatto e di pratica; non ostante che la lingua italiana sia sorella della loro e similissima ad essa nella piú gran parte delle sue radici e nel materiale delle lettere componenti il radicale delle parole, siano radici o derivati o composti; e non ostante che, per esempio, la lingua inglese e la tedesca, nelle quali essi riescono molto meglio (anche nel tradurre ec., mentre una traduzione francese dall’italiano dal latino o dal greco non è riconoscibile) appartengano a tutt’altra famiglia di lingue (1 maggio 1821). Vedi p. 1007, capoverso 1.  (1004)


*   Uno dei principali dogmi del Cristianesimo è la degenerazione dell’uomo da uno stato primitivo piú perfetto e felice; e con questo dogma è legato quello della redenzione e, si può dir, tutta quanta la religion cristiana. Il principale insegnamento del mio sistema è appunto la detta degenerazione. Tutte, pertanto, le infinite osservazioni e prove generali o particolari ch’io adduco per dimostrare come l’uomo fosse fatto primitivamente alla felicità, come il suo stato perfettamente naturale, che non si trova mai nel fatto, fosse per lui il solo perfetto, come quanto piú ci allontaniamo dalla natura tanto piú diveniamo infelici ec. ec., tutte queste, dico, sono altrettante prove dirette di uno dei dogmi principali del Cristianesimo,