Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/387

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
374 pensieri (1059-1060)

di perfezione né di ricchezza (cosa che non accade a nessuna cosa umana che pur si possa chiamare degnamente perfetta); quando è costantissimo che nessuna lingua si perfeziona se non per mezzo della letteratura? e che la perfezione delle lingue dipende capitalmente dalla letteratura? (17 maggio 1821).


*    La scrittura chinese non è veramente lingua scritta, giacché quello che non ha che fare, si può dir nulla, colle parole, non è lingua, ma un altro genere di segni; come non è lingua la pittura, sebbene esprime e significa le cose e i pensieri del pittore. Sicché la letteratura chinese poco o nulla può influir sulla lingua, e quindi la lingua chinese non può fare grandi progressi (18 maggio 1821).


*    Non è egli un paradosso che la religion cristiana in gran parte sia stata la fonte dell’ateismo o, generalmente, della incredulità religiosa? Eppure io cosí la penso. L’uomo naturalmente non è incredulo, perché non ragiona molto e non cura gran fatto delle  (1060) cagioni delle cose (vedi p. 1055 ed altro pensiero simile in altro luogo). L’uomo naturalmente per lo piú immagina, concepisce e crede una religione, cosa dimostrata dall’esperienza, nello stesso modo che immagina, concepisce e crede tante illusioni ed alcune di queste uniformi in tutti; laddove la religione è immaginata da’ diversi uomini naturali in diversissime forme. La metafisica che va dietro alle ragioni occulte delle cose, che esamina la natura, le nostre immaginazioni ed idee ec., lo spirito profondo e filosofico e ragionatore, sono i fatti della incredulità. Ora queste cose furono massimamente propagate dalla religione giudaica e cristiana, che insegnarono ed avvezzarono gli uomini a guardar piú alto del campanile, a mirar piú giú del pavimento, insomma alla riflessione, alla ricerca delle cause occulte, all’esame