Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/409

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396 pensieri (1088-1089-1090)

molto maggiori e piú gravi e sostanziali e piú numerose nei sistemi, ordini, macchine ec. che son opera dell’uomo (per ottima che possa essere), artefice tanto inferiore alla natura e per arte e per potenza. Maggiori però e piú numerosi proporzionatamente, cioè rispetto alla piccolezza e poca importanza,  (1089) durata ec. di detti sistemi umani paragonati colla immensità ec. del sistema della natura. Nel quale, assolutamente parlando, possono occorrere, e occorrono, inconvenienti accidentali molto maggiori e numerosi che in qualunque sistema umano, sebbene assai minori relativamente (26 maggio 1821).


*    A quello che ho detto altrove della ragionevolezza, anzi necessità di un sistema, a chiunque pensi e consideri le cose, si può aggiungere che infatti poi le cose hanno certo un sistema, sono ordinate secondo un sistema, un disegno, un piano. Sia che si voglia supporre tutta la natura ordinata secondo un sistema tutto legato ed armonico e corrispondente in ciascuna sua parte, ovvero divisa in tanti particolari sistemi, indipendenti l’uno dall’altro, ma però ben armonici e collegati e corrispondenti nelle loro parti rispettive; certo è che l’idea del sistema, cioè di armonia, di convenienza, di corrispondenza, di relazioni, di rapporti, è idea reale ed ha il suo fondamento e il suo soggetto nella sostanza e in ciò ch’esiste. Cosí che gli speculatori della natura e delle cose, se vogliono arrivare al vero, bisogna che trovino sistemi, giacché le cose e la natura sono infatti sistemate e ordinate armonicamente. Potranno errare, prendendo per sistema reale e naturale un sistema immaginario o anche  (1090) arbitrario, ma non già nel cercare un sistema. Sarà falso quel tal sistema, non però l’idea ch’esso include, che la natura e le cose sieno regolate e ordinate in sistema. Chi sbandisce affatto l’idea del sistema si oppone all’evidenza del modo di esistere