Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/408

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(1087-1088) pensieri 395

parte del genio? la cui lingua è insufficiente a rendere le finezze non di una sola, ma di tutte le altre lingue? Che la Francia non abbia avuto mai, vedi p. 1091, né sia disposta per sua natura ad avere genii veri ed onnipotenti e grandemente sovrastanti al resto degli uomini, non è cosa dubbia per me e lo viene a confessare implicitamente il Raynal. Dico geni sviluppati, perché nascerne potrà certo anche in Francia, ma svilupparsi non già, stante le circostanze sociali di quella nazione). Sulzer ec., lib. cit. qui dietro, p. 97 (25 maggio 1821).


*    Alla p. 1080, margine. Lo stesso diremo delle costituzioni, de’ regolamenti, delle legislazioni, de’ governi, degli statuti (o pubblici o particolari di qualche corpo o società ec.); i quali, per ottimamente e minutamente formati che possano essere, e dagli uomini i piú esperti e previdenti, non può mai fare che nella pratica non soggiacciano a piú o meno inconvenienti;  (1088) che non s’incontrino dei casi dalle dette legislazioni ec. non preveduti o non provveduti o non potuti prevedere o provvedere; e che, anche supposto che il tutto fosse provveduto, e preveduto tutto il possibile, la pratica non corrisponda perfettamente all’intenzione, allo spirito e alla stessa disposizione dei detti stabilimenti. Insomma non v’é ordine né disposizione né sistema al mondo cosí perfetto, che nella sua pratica non accadano molti inconvenienti e disordini, cioè contrarietà con esso ordine. Ed uno degli errori piú facili e comuni, e al tempo stesso principali, è di credere che le cose, come vanno, cosí debbano andare e cosí sieno ordinate perché cosí vanno, e dedurre interamente l’idea di quel tal ordine o sistema da quanto spetta ed apparisce nel suo uso, andamento, esecuzione ec., nella quale non possono mancare moltissimi accidenti e sconvenienze, non per questo imputabili al sistema. Accidenti e sconvenienze che sono