Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/419

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
406 pensieri (1103-1104)

rivare da debolezza di organi, mentre tutti sanno che l’uomo si ricorda perpetuamente e piú vivamente che mai delle impressioni della infanzia, ancorché abbia perduto la memoria per le cose vicinissime e presenti. E le piú antiche reminiscenze sono in noi le piú vive e durevoli. Ma elle cominciano giusto da quel punto dove il fanciullo ha già acquistato un linguaggio sufficiente, ovvero da quelle prime idee, che noi concepimmo unitamente ai loro segni e che noi potemmo fissare colle parole. Come la prima mia ricordanza è di alcune pere moscadelle che io vedeva e sentiva nominare al tempo stesso (28 maggio 1821).  (1104)


*   Il verbo spagnuolo traher o traer, che è manifestamente il trahere latino, si adopra alcune volte in significati somigliantissimi a quelli del latino tractare e de’ suoi composti attrectare, contrectare ec. Come traer con la mano, traer entre las manos e simili. Significati ed usi che non hanno niente che fare coi significati o usi noti del latino trahere, né con quelli dell’italiano trarre o tirare (ch’é tutt’uno), né del francese tirer. Traher vale alle volte dimenare e muovere, dice il Franciosini in traher. Ora per dimenare appunto o in senso simile si adopra spesso il verbo tractare, o l’italiano trattare, come in Dante ec. Vedi la Crusca in Trattare e specialmente § 5. Ora io penso che questi significati gli avesse antichissimamente il verbo trahere, perduti poi nell’uso dello scrivere e conservati però nel volgare, sino a passare ad una lingua vivente, figlia d’esso volgare. Ecco com’io la discorro.

Io dico che il verbo tractare, al quale sono effettivamente rimasti i detti significati, deriva da trahere e per conseguenza gli aveva da principio ancor questo verbo; e ne deriva cosí. I latini dal participio in tus, o dal supino, di molti e molti verbi soleano, troncando la desinenza in us e ponendo quella in are