Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/139

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(1379-1380-1381) pensieri 125

dopo un certo spazio; che le persone eccessivamente continenti sono ordinariamente di giudizio cosí poco sicuro intorno alla detta bellezza, come quelle eccessivamente incontinenti, secondo ho detto in altro pensiero; che generalmente le donne, siccome pel loro stato sociale sono necessitate a maggior castità degli uomini ed hanno un abito esteriore ed interiore di maggior ritenutezza e meno rilassatezza ec., perciò sono prese dalla bellezza del viso degli uomini rispetto al personale, piú di quello che lo sieno proporzionatamente gli uomini  (1380) dal viso delle donne in comparazione del personale (e similmente dico della bruttezza). È pure osservabile che dall’assuefazione naturale di osservare il viso piú delle altre parti, deriva in parte: 1o, L’aver noi1 sempre idea piú chiara della bellezza o bruttezza di quello che di queste, o generalmente prese, cioè del personale, o particolarmente, come delle mani ec., che pur sono ugualmente scoperte; 2o, La preferenza e l’importanza che noi diamo alla bellezza o bruttezza del viso sopra il resto e l’attendere massimamente al viso, sia nell’osservare, sia nel giudicare del bello o del brutto, la quale assuefazione ci dura per tutta la vita. E che ciò non derivi solamente dalle proprietà naturali del viso, osservatelo ne’ selvaggi che vanno ignudi e che certo attendono assai piú di noi all’altre parti, e n’hanno piú certo, chiaro e ordinario discernimento di bello o brutto; osservatelo ne’ libidinosi i quali preferiranno sempre una donna di bel personale ec. e di mediocre viso, o anche non bello, alla piú bella faccia, e mediocre o non bella persona. E la preferenza che si dà  (1381) alle forme del viso, e la maggiore o minore attenzione che vi si pone va sempre

  1. Bisogna essere artista per avere idee un poco determinate circa la bellezza del personale, e anche l'artista le ha men sicure e determinate che circa il viso.