Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/174

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160 pensieri (1437-1438)

ostinazione né piccolezza d’ingegno, ma per opera universale e invincibile della natura. E solo quando egli è dentro a questo mondo sí cambiato dalla condizione naturale, l’esperienza lo costringe a credere quello che la natura gli nascondeva, perché neppur nel fatto era conforme alle di lei disposizioni. Segno che il mondo è tutto il rovescio di quello che dovrebbe, poiché il giovine che non ha altra regola di giudizio, se non la natura, e quindi è giudice competentissimo, giudica sempre ed inevitabilmente vero il falso, e falso il vero (2 agosto 1821).


*    Intorno alle supposte proporzioni assolute, o in quanto stabilite dalla natura o in quanto anteriori alla stessa natura e necessarie, merita di esser notato quello che affermano gli ottici, che i diversi individui veggono  (1438) gli stessi oggetti diversamente grandi, secondo le differenze degli organi visivi; e cosí, credo, anche una medesima persona, secondo le differenze dell’età e le alterazioni de’ suoi propri organi ec., ancorché non sensibili perché fatte a poco a poco. Similmente forse si può dire di tutti gli altri sensi fisici differentissimi ne’ diversi individui; e senza fallo e molto piú de’ sensi morali d’ogni genere, benché questi sieno piú soggetti ad uniformarsi mediante lo sviluppo e le modificazioni che ricevono dalla società (2 agosto 1821).


*    Bellissima istituzione è quella del cristianesimo, di consacrare ciascun giorno alla memoria di qualcuno de’ suoi eroi o di qualcuno de’ suoi fasti, celebrando con solennità o universalmente quei giorni che appartengono alla memoria de’ fasti piú importanti alla Chiesa universale o particolarmente quei giorni che spettano ad un Eroe la cui memoria interessa questo o quel luogo in particolare ec. ec. Dal che risultano le uniche feste popolari che questo tempo conservi. E