Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/177

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(1442-1443-1444) pensieri 163

religione con quelle della nazione ec. ec. Tutte le feste del Pentateuco richiamano e consacrano e perpetuano la memoria di qualche grande avvenimento degli antenati, di qualche antico benefizio di Dio verso la nazione ec., e son tutte feste nazionali e patriotiche, appartenendo o ai fatti de’ loro Eroi considerati non meno come nazionali che come santi o alle opere di Dio considerato da loro quasi capo della nazione e quasi principe de’ loro Eroi, guida, condottiere, maestro de’ loro antenati, ed origine immediata della loro stessa razza.

Non cosí le nostre feste religiose  (1443) che sono ben popolari, ma nulla hanno di nazionale, non avendo nulla di comune e di strettamente legato i fasti delle moderne nazioni e le opere de’ nostri antichi o moderni Eroi nazionali coi fasti della religione e colle opere degli Eroi Cristiani, i quali, oltracciò, non sono sempre nostri compatrioti, com’erano tutti quelli di cui gli ebrei o le altre nazioni celebravano la memoria. Anzi non appartengono bene spesso in verun modo alla nostra patria. E lascio poi la spiritualità del culto che si rende nelle feste cristiane, spiritualità ben diversa da quella degli ebrei ed altri antichi, e del tutto incompatibile coll’entusiasmo, colle grandi illusioni, coll’infervoramento della vita, coll’attività ec. La festa della dedicazione del tempio di Salomone aveva un soggetto piú materiale delle nostre, ma però piú delle altre feste Ebraiche diviso dal nazionale; effetto de’ tempi, e del sistema monarchico sotto il quale fu istituita. Teneva però ancora non poco di nazionalità, stante la gran parte ch’ebbe la nazione  (1444) a quella fabbrica, la solennità e nazionalità di quella dedicazione fatta da Salomone, il visitar che la nazione faceva ogni anno quel tempio, l’attaccamento generale alla religione e l’influenza sua sulla vita e il regime del popolo, i monumenti dell’antica storia ec., che quel tempio conteneva, e l’esser tutta la religione giu-