Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/277

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(1608-1609-1610) pensieri 263

della lingua comprende tutta l’ideologia (2 settembre 1821).


*   Tanta è la facoltà produttrice della lingua greca e tale la sua mirabile disposizione e capacità di qualsivoglia novità,  (1609) che in essa può dirsi che, concepita appena un’idea per nuova ch’ella sia, è già fatta la nuova parola che l’esprima. Tanto costava l’arricchir quella lingua quanto il concepire un’idea, o menoma parte o modificazione d’idea in qualunque modo nuova. Laddove nelle altre lingue, concepita un’idea nuova, ci vuole bene spesso del bello e del buono per esprimerla. E questo nuoce e ritarda sommamente la chiarezza e determinatezza della stessa concezione, perché si può dire che un’idea non si concepisce mai chiaramente, né è mai ben determinata e ferma nell’intelletto del suo stesso ritrovatore, finch’egli non ha trovato una parola o modo perfettamente corrispondente, e non l’ha saputa ben esprimere e fissare con questo mezzo a se stesso, e quasi rinchiuderla e incassarla in detta parola. Questo è ciò che i greci faceano immediatamente, e quindi si conferma quello che altrove ho detto, cioè che la loro superiorità nella filosofia ec. fra gli antichi, possa venire in gran parte  (1610) dalla natura di loro lingua (2 settembre 1821).


*   Si suol dire, ed è vero, che i gobbi hanno molto spirito. La ragione è chiara. Altra prova del come lo sviluppo delle facoltà mentali dipenda dalle circostanze, assuefazioni, ec. Lo stesso può dirsi de’ vetturini e altra gente avvezza a molto trattare con ogni sorta di persone ec., che divengono sempre furbi, animati, spiritosi; i loro occhi pigliano espressione e vivacità ec. (2 settembre 1821).


*   L’uomo il piú dotto, erudito, letterato, del gusto e giudizio il piú fino, dell’ingegno il piú fe-