Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/341

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(1714-1715-1716) pensieri 327

di distrazione, le piú gravi circostanze della vita e le piú straordinarie sensazioni non bastano bene spesso a promuovere la riflessione. Molto  (1715) piú notabile è questo effetto e differenza, ne’ differenti ma piú radicati abiti di distrazione o di riflessione, che una stessa persona contrae vicendevolmente e perde; e anche piú nelle diverse persone, benché d’ingegno ugualissimamente capace (16 settembre 1821).


*   Le illusioni non possono esser condannate, spregiate, perseguitate se non dagl’illusi e da coloro che credono che questo mondo sia o possa essere veramente qualcosa, e qualcosa di bello. Illusione capitalissima: e quindi il mezzo filosofo combatte le illusioni, perché appunto è illuso, il vero filosofo le ama e predica, perché non è illuso; e il combattere le illusioni in genere è il piú certo segno d’imperfettissimo e insufficientissimo sapere e di notabile illusione (16 settembre 1821).


*   L’individuo, ordinariamente, è tanto grande o piccolo quanto la società, il corpo ec., la patria a cui egli specialmente appartiene o s’immagina, prefigge, cerca di appartenere. In una piccola patria gli uomini son piccoli, se istituzioni e opinioni straordinariamente felici non lo ingrandiscono, come nelle città greche, ciascuna  (1716) delle quali era patria. Ma il principal mezzo è di allargare al possibile, se non altro, l’idea della propria società, come ciascuna città greca e loro individui riguardavano (anche col fatto) per loro patria tutta la Grecia e sue appartenenze e per compatriota chiunque non era βάρβαρος. Senza ciò la Grecia non sarebbe stata quello che fu, neppure in quei tempi tutti propri della grandezza (16 settembre 1821).


*   La memoria la piú indebolita dimentica l’istante passato e ricorda le cose della fanciullezza. Ciò vuol