Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/406

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392 pensieri (1830-1831-1832)

attività nell’animo umano, quale si trova ne’ meridionali, e massime negli orientali. In Oriente, infatti, sono assai comuni le poesie, le favole, le invenzioni, dove i protagonisti, o quelli per cui si pretende d’interessare, sono animali, piante, nuvole, monti, divinità o enti favolosi e ideali, uomini in gran parte diversi da quelli che sono ec. ec. E dall’Oriente vennero col cristianesimo le prime tracce, anzi quasi l’intero sistema dell’amore universale. Presso noi però e  (1831) a’ nostri tempi è certo che i detti effetti non nascono se non dall’indifferenza; e il contrario di questa faceva che la mitologia greca trasmutasse in uomini tutti gli oggetti della natura, e che gli antichi amassero sommamente la loro patria e odiassero gli stranieri. Vedi p. 1841.

È notabile come cagioni dirittamente contrarie producano gli stessi effetti e come la soprabbondanza di vita negli orientali ravvicini la loro poesia, i loro pensieri, la loro filosofia e buona parte della loro indole a quella de’ settentrionali. Ond’é che la poesia orientale disprezzata nel mezzogiorno d’Europa fa fortuna nel Nord, e le fantasie del gelato e buio settentrione rassomigliano assai piú a quelle del piú fervido e brillante mezzogiorno che de’ climi temperati (3 ottobre 1821). Vedi la p. 1859, fine.


*   Tutte le città fuor di mano hanno qualche particolarità di costumi, dialetto, accento, indole ec. che le distingue sí dal generale della nazione, sí l’una dall’altra. E si trova, proporzionatamente parlando, maggior varietà di costume scorrendo un piccolo circondario  (1832) posto fuor di mano, che non si trova scorrendo da capo a piedi un intero regno ed anche piú regni e nazioni per le vie postali. Tanto la natura è varia e l’arte monotona; e tanto è vero che la civilizzazione tende essenzialmente ad uniformare (3 ottobre 1821).