Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/483

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(1970-1971) pensieri 469

*    La minuziosità della punteggiatura usata da’ francesi corrisponde ed è analoga, conseguente e conveniente all’indole delle loro parole, costruzioni ec., e di tutta la loro lingua e scrittura (22 ottobre 1821).


*    Gli spiriti mediocri sono sempre facilmente persuadibili a credere o a fare, e in qualunque modo riducibili all’uomo di talento o al furbo o a chi per qualsivoglia circostanza ha o sa prendere su di loro un certo ascendente. L’ostinazione è propria degli spiriti piccoli e dei grandi, o degli spiriti piú o meno inferiori o superiori alla mediocrità, ma di quelli piú che di questi. Lo stesso dico in ordine alla suscettibilità di esser consolati. Se non che gli spiriti grandi ne sono meno suscettibili dei piccoli, perché il vero, ch’essi ben intendono, non è mai consolante e perché il consolatore non li può facilmente ingannare, ch’é l’unico modo di consolare (22 ottobre 1821).


*    In tutte le congiugazioni, anzi in tutti i verbi di tutte tre le lingue figlie della latina, la caratteristica inseparabile dal futuro indicativo si è la r: al contrario nelle congiugazioni latine che noi conosciamo, nel cui futuro indicativo la r non è mai caratteristica e non entra  (1971) mai nella desinenza. Or questa qualità delle dette tre lingue non può attribuirsi alla corruzione particolare che ricevette la lingua latina in Francia, Spagna, Italia, indipendentemente l’una dall’altra; ma, essendo comune e costantissima in tutte tre, manifesta chiaramente un’origine comune. Or questa, non essendo la lingua latina scritta, non può essere altro che l’antica volgare, ugualmente diffusa e comunicata alle tre nazioni. Mi par dunque evidente che nel latino volgare la caratteristica di tutti i futuri indicativi fosse la r. Questa proprietà del volgare latino mi par che s’abbia da tenere per dimostrata. Credo verisimile che esso volgare, in luogo