Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/20

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8 pensieri (2012-2013-2014)

lone, p. lix, e quivi not. 4; vedi anche Malte par un Voyageur françois (Rome) 1791, 2de partie, Langue, p. 61-63 (29 ottobre 1821).


*    Non bisogna confondere la purità della lingua la quale è di debito in tutte le scritture di qualunque nazione, coll’eleganza, la quale non è di debito se non in alcune  (2013) scritture ed in altre non solo non necessaria ma impossibile; né perché la lingua italiana è capacissima di eleganza e perché ne sentiamo un grandissimo sapore nella piú parte de’ nostri buoni scrittori, credere che gli scritti didascalici ec. se e dove non ci riescono eleganti non sieno italiani. Torno a dire che la precisione moderna ch’é estrema, e che in tali scritti e generi è di prima necessità, e che oggi si ricerca sopra tutte le qualità ec., è assolutamente di sua natura incompatibile colla eleganza; ed infatti il nostro secolo, che è quello della precisione, non è certo quello della eleganza in nessun genere. Bensí ell’é compatibilissima colla purità, come si può vedere in Galileo, che dovunque è preciso e matematico quivi non è mai elegante, ma sempre purissimo italiano. Perocché la nostra lingua, come qualunque altra, è incapace di uno stile  (2014) che abbia due qualità ripugnanti e contrarie essenzialmente, ma è capacissima dello stile preciso non meno che dell’elegante, a somiglianza della greca e al contrario della francese, ch’essendo capacissima di precisione è incapace di eleganza (quella che noi, i latini, i greci intendevano per eleganza), e della latina, capacissima di eleganza e incapace di precisione, e però corrotta appena fu applicata alle sottigliezze teologiche, scolastiche ec. (fra le quali fu allevata per lo contrario la nostra e crebbe la greca) ed anche a quelle della filosofia greca, dopo Cicerone, e quindi affatto inadattabile alle cose moderne ed alle traduzioni di cose moderne (30 ottobre 1821).