Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/206

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194 pensieri (2361-2362-2363)

con minor perfezione nel loro soggetto. E le arti che non possono esprimere passione, come l’architettura, sono tenute le infime fra le belle e le meno dilettevoli. E la drammatica e la lirica son tenute fra le prime per la ragione  (2362) contraria. Che vuol dir ciò? non è dunque la sola verità dell’imitazione, né la sola bellezza e dei soggetti e di essa, che l’uomo desidera, ma la forza, l’energia, che lo metta in attività e lo faccia sentire gagliardamente. L’uomo odia l’inattività e di questa vuol esser liberato dalle arti belle. Però le pitture di paesi, gl’idilli ec. ec. saranno sempre d’assai poco effetto; e cosí anche le pitture di pastorelli, di scherzi ec., di esseri insomma senza passione: e lo stesso dico della scrittura, della scultura e proporzionatamente della musica (26 gennaio 1822).


*    Gl’italiani, i francesi, gli spagnuoli usano il verbo adcolligere (accogliere, accueillir, acoger) in senso di excipere. Vedi i rispettivi vocabolari, il glossario e il Forcellini (27 gennaio 1822).


*    Aurum rustici orum dicebant, ut auriculas oriculas. Festo in Orata, presso il Forcellini, auricula. Ed oggi pure italiani francesi e spagnuoli dicono come quegli antichi rustici, né solo queste, ma mille altre tali parole (27 gennaio 1822).


*    Aliter usato in latino alla maniera italiana di altrimenti, cioè come noi diciamo, per esempio, fa questo,  (2363) altrimenti t’ammazzo, cioè per se no, o se non che ec. (vedi la Crusca in se non, § 4, dove spiega sin secus, alio quin, e in italiano, altrimenti, benché a questa voce non faccia parola di tal uso) usato, dico, in tal senso, è raro assai ne’ buoni latini e potrebbe credersi sproposito e frase moderna. Eccone esempio dall’Eneide VI, 145 seguenti: Et rite repertum (il ramo d’oro, sacro a Proserpina, come dice verso 138)