Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/311

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(2543-2544-2545) pensieri 299

polare, non è domestico collo scriver de’ letterati e vi riesce pellegrino. Aggiungi che a gran parte degli stessi lettori toscani (naturalmente non plebei) riuscivano e riescono nuove o poco familiari molte voci de’ loro o d’altri scrittori, tolte dalla lingua del loro popolo. Del resto, l’eleganza derivante dall’uso del dialetto toscano nel cólto scrivere talvolta è minore per li toscani, come poco pellegrina o come triviale;1 talvolta maggiore, come non troppo pellegrina né tanto straordinaria che degeneri in disconveniente, affettato ec., siccome spesso fa per gli altri italiani. E in genere l’eleganza ch’essi ne sentono e  (2544) quella che deriva dal familiare, dal popolare ec., nel cólto scrivere, è d’un altro sapore e d’un’altra qualità dall’eleganza ch’é prodotta dall’assoluto pellegrino: non essendo pellegrino per chi legge il familiare e il popolare, se non relativamente, cioè rispetto alla cólta scrittura (30 giugno - 2 luglio 1822).


*   Quello ch’altrove ho detto del modo che in greco si chiama la malattia, cioè debolezza (ἀσθένεια), si deve anche dire del latino, infirmitas, infirmus. (4 luglio 1822). Cosí anche languor ec.


*   Della vita e condizione d'Omero ogni cosa è nascosta. E pure in questa universale ignoranza una tradizione antichissima ed universale e perpetua si mantiene, e tutti, che tutto ignorano intorno a lui, questo solo n’affermano ed hanno per certo, che fosse povero e misero. Cosí la fama non ha voluto che si dubiti né che resti nel puro termine di congettura che il primo e il sommo de’  (2545) poeti incontrasse la sorte comune di quelli che lo seguirono. Ed ha confermato coll’esempio dell’ἀρχηγὸς di questa infelice

  1. I toscani accusano il Botta fiorentinizzante nella sua Storia, come troppo triviale e pedestre, e insomma inelegante.