Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/77

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(2125-2126-2127) pensieri 65

rano e vogliono che la lingua italiana si consideri e s’adoperi come morta.

La letteratura antica, per grande ch’ella sia, non basta alla lingua moderna. La lingua, massime dove non è società, è sempre formata e determinata dalla letteratura: dico sempre, cioè successivamente e in ciascun tempo: onde la lingua presente, essendo moderna, dev’essere determinata non dalla letteratura antica, cioè da quella che la determinò, ma da una che attualmente la determini, cioè da una letteratura moderna. E quindi le province e città d’Italia che oggi piú delle altre fioriscono in letteratura hanno assai piú diritto  (2126) a determinar la lingua italiana moderna, che la Toscana e Firenze. Giacché questo diritto, ed anche questa influenza di fatto, non la può dare in Italia (e nelle nazioni senza capitale e senza società ec.) se non un’assoluta preponderanza attuale in fatto di letteratura, di letteratura unica determinatrice della lingua, perché unica cosa nazionale e generale in un paese senza società, senza unità politica, né d’altro genere. Posto eziandio che il toscano fosse piú bello e migliore che l’italiano, come l’attico del greco comune, nondimeno gli scrittori dovrebbero assolutamente appigliarsi a questo men bello, e lasciar quello, giacché non sono obbligati al piú bello, ma al comune e nazionale (19 novembre 1821).

*    La gran libertà, varietà, ricchezza della lingua greca ed italiana (siccome oggi della tedesca), qualità proprie del loro carattere, oltre le altre cagioni assegnatene altrove, riconosce come una delle principali cause la circostanza contraria a quella che produsse le qualità contrarie nella lingua latina e francese; cioè la mancanza di capitale, di società nazionale, di unità politica e di un centro di costumi, opinioni,  (2127) spirito, letteratura e lingua