Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/114

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(2969-2970-2971) pensieri 107

caso per la stessa ragione. Dunque la giovanezza, come tutte l’altre qualità, e può essere sconveniente, ed essendo, cagiona bruttezza. Dunque ella, come tutte l’altre, non cagiona bellezza se non quando conviene. Dunque la gioventú non è cagione né parte di bellezza assolutamente né per se, ma relativamente, e solo in quanto ella conviene, e ciò considerandola eziandio in quelle sole spezie di cose che possono partecipare, e di piú dentro i termini d’una medesima specie. Dunque la gioventú, filosoficamente ed esattamente parlando, non appartiene per se alla bellezza piú di qualsivoglia altra qualità; e, come tutte l’altre, è resa propria a formar la bellezza, non da altro che da una cagione a lei estrinseca e diversa, e per se variabilissima e incostante, cioè dalla  (2970) convenienza. La quale ora, ammettendo la gioventú, la rende propria al detto uffizio, ora, escludendola, ve la rende al tutto inabile.

Potrà dirsi che, se non altro, la bellezza giovanile è maggiore, per esempio, della senile. Potrei rispondere ch’ella è piú piacevole, ma non già maggior bellezza per se, non essendo maggior convenienza. Il fatto però è questo. L’ordine universale della natura, indipendentemente affatto dalla bellezza, porta che le forme e le facoltà delle specie capaci di gioventú e di vecchiezza si trovino nella maggior pienezza conveniente alla rispettiva specie e nella maggior perfezione relativa ad essa specie, nel tempo della gioventú perfetta di ciascun individuo. Quindi non assolutamente, ma relativamente all’ordine attuale della natura, si può dir che, per esempio, la forma dell’uomo perfettamente giovane è piú perfetta di quella del vecchio, e la piú perfetta di tutte quelle delle quali l’uomo è capace. Laonde la bellezza della sua forma giovanile si potrà dir maggiore di quella della senile.  (2971) Ma questo maggiore è accidentale, e propriamente non appartiene alla bellezza, ma a quel soggetto