Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/223

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216 pensieri (3157-3158-3159)

massimamente comuni ed efficaci ne’ tempi moderni, ne’ quali non vi possono avere odii nazionali, non avendovi quasi nazioni, e niuno individuo considera, come anticamente, per nemici personali quelli della nazione, i quali altresí ed effettivamente nol sono né per sentimento né per fatto, ma nemici  (3158) solamente del suo re ec. Anzi i detti principii oggi degenerano in totale indifferenza verso il nemico della nazione, la qual porta a non distinguerlo quasi affatto dall’amico. Or non è egli maraviglioso che il poema d’Omero sia cento volte piú imparziale e generoso verso i nemici della sua propria nazione, che non sono i poemi moderni verso la parte contraria a quella ch’in essi si celebra? e tanto che volendo nella Iliade investigare i proprii sentimenti del poeta, e non mirando se non se all’espressione di questi, appena si potrebbe oggi distinguere se Omero fosse greco o troiano, o d’una terza nazione, e, in quest’ultimo caso, per qual di quelle due fosse piú propenso nel suo animo.

4o, Oggi, come ho già detto, e proporzionatamente eziandio a’ tempi di Virgilio, si può dir che piú non esista interesse pubblico, se non in quei pochi che le cose pubbliche amministrano, e che il pubblico rappresentano,  (3159) anzi, si può dir, lo compongono e costituiscono. Ed è ben cosa ragionevole e consentanea che l’interesse pubblico negli altri piú non esista (e chi governa non legge poemi). Ora dunque i poemi, il cui soggetto non è che qualche felicità e gloria nazionale, poco possono oggidí interessare, o certo assai meno che a’ tempi d’Omero. Ma la sventura, e massime degl’immeritevoli, è sempre dell’interesse privato di ciascheduno uomo. Niuno è che non si stimi infelice e conseguentemente nol sia, e niuno è parimente che


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  1. toria ne’ termini, ed è infatti mostruosa ed opposta alla natura de’ progressi e della storia dello spirito umano e degli uomini, e delle differenze de’ tempi, alla natura rispettivamente dell’antico al moderno, e viceversa ec. È anche il poema piú cristiano. Poiché interessa pel nemico, pel misero ec. ec.