Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3159

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[p. 216 modifica] anzi, si può dir, lo compongono e costituiscono. Ed è ben cosa ragionevole e consentanea che l’interesse pubblico negli altri piú non esista (e chi governa non legge poemi). Ora dunque i poemi, il cui soggetto non è che qualche felicità e gloria nazionale, poco possono oggidí interessare, o certo assai meno che a’ tempi d’Omero. Ma la sventura, e massime degl’immeritevoli, è sempre dell’interesse privato di ciascheduno uomo. Niuno è che non si stimi infelice e conseguentemente nol sia, e niuno è parimente che


[p. 217 modifica]non si reputi immeritevole della infelicità ch’ei sostiene. Queste, disposizioni benché comuni a tutti i tempi, sono massimamente sensibili oggidí, poiché per le circostanze politiche la vita non ha piú come vivamente occuparsi e distrarsi, e d’altronde il lume della filosofia dissipa ben tosto, o soffoca nel nascere, o impedisce del tutto qualunque illusione di felicità. Quindi eziandio dipendentemente dalla compassione, egli era