Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/263

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256 pensieri (3223-3224-3225)

tiplicare; ordinare, regolare, simmetrizzare o proporzionare, adornare, nobilitare, perfezionare insomma le melodie popolari e generalmente note e a tutti gli orecchi domestiche; com’ella ebbe assai regole e principii, e d’altronde s’invaghí soverchiamente della novità e dell’ambiziosa creazione e invenzione, non mirò piú che a se stessa, e lasciando di pigliare in mano le melodie popolari per su di esse esercitarsi e farne sua materia, come doveva per proprio istituto; si rivolse alle sue regole, e su questo modello, senz’altro, gittò le sue composizioni  (3224) nuove veramente e strane; con che ella venne a perdere quell’effetto che a lei essenzialmente appartiene, ch’ella doveva proporsi per suo proprio fine, e ch’ella da principio otteneva, quando cioè lo cercava, o quando coi debiti e appropriati mezzi lo procurava.

Perocché io non dubito che i mirabili effetti che si leggono aver prodotto la musica e le melodie greche sí ne’ popoli, ossia in interi uditorii, sí negli eserciti, siccome quelle di Tirteo, sí ne’ privati, come in Alessandro; effetti tanto superiori a quelli che l’odierna musica non solo produca, ma sembri pure, assolutamente parlando, capace di mai poter produrre; effetti che necessitavano i magistrati, i governi, i legislatori a pigliar provvidenze e fare regolamenti e quando ordini, quando divieti, intorno alla musica, come a cosa di Stato (vedi il Viaggio d’Anacarsi, cap. 27, trattenimento secondo) (e parlo qui degli effetti della musica greca che si leggono nelle storie e avvenuti fra’ greci civili, non di que’ che s’hanno nelle favole, accaduti a’ tempi salvatichi), non  (3225) dubito, dico, che questi effetti, e la superiorità della greca musica sulla moderna, che pur quanto a’ principii ed alle regole, dalla greca deriva, non venga da questo, ch’essendo fra’ greci l’arte musicale, sebbene adulta, pur tuttavia ancora scarsa, non offriva ancora abbastanza al compositore da coniare o inven-