Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/443

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436 pensieri (3516-3517)

sta voce latina che al tempo di Cicerone era già disusata. Ascella, aisselle. Cosí dite di maxilla (mascella, mexilla), che pur si trova usata da scrittori posteriori, ma ciò dovette esser con poca eleganza. Ala e mala che al tempo di Cicerone in questi significati erano piú recenti e piú usate di quell’altre, oggi, restando queste, sono esse affatto perdute in tali significazioni (25 settembre 1823). Al contrario palus è rimasto, paxillus perduto; velum è rimasto, vexillum non è per noi che voce poetica ec. (25 settembre 1823).


*    Testa si dice anche per ogni genere di coccia, come di quella de’ pesci, onde la tartaruga è detta testudo ec. Quindi si conferma la congettura da me fatta altrove sopra l’origine del dir testa, cioè coccia, per capo. Si cominciò a dar quel nome al cranio, ed è metafora o metonimia ec. molto naturale. Vedi Forcellini (25 settembre 1823).  (3517)


*   Alla p. 3412, fine. Altrettanto però è certo che una società capace di repubblica durevole non può essere che leggermente o mezzanamente corrotta; che una società pienamente corrotta (come la moderna) non è assolutamente capace d’altro stato durevole che del monarchico quasi assoluto; e che il non essere assolutamente capace se non di assoluta monarchia, e l’essere incapace di durevole stato franco è certo segno di società pienamente corrotta. Cosí apparentemente si ravvicinano i due estremi, di società primitiva, di cui non è proprio altro stato che la monarchia; e di società totalmente guasta, di cui non è propria che l’assoluta monarchia. Colla differenza che questa società non è onninamente capace di altro stato durevole, quella sí; e che in questa non può durar che una monarchia assoluta, cioè dispotica, in quella una tal monarchia non poteva assolutamente durare; ma l’era propria una monarchia piena bensí ed intera,