Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/105

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100 pensieri (3673-3674)

avrebbero potuto farlo e potrebbero farlo sufficientemente anche senza corrompersi e senza violentare dirittamente la loro propria e caratteristica indole); laddove la francese non può per niun modo prendere la forma né lo stile dell’altre lingue, né altra forma alcuna che la sua propria. E non pur dell’altre lingue che da lei sono aliene, per cosí dire, di famiglia e di sangue, come l’inglese, la tedesca, la russa ec., le quali pur possono vestire ed hanno vestito o vestono la forma della francese; ma neanche delle cognate, né delle sorelle, come dell’italiana e della spagnuola; né della lingua stessa sua madre, come della latina (12 ottobre, domenica, 1823).


*    Colla medesima proporzione che altri viene perfettamente e veramente conoscendo e intendendo le difficoltà del bene scrivere, egli impara  (3674) a superarle. Né prima si conosce e intende compiutamente, intimamente, distintamente e a parte a parte tutta la difficoltà dell’ottimo scrivere, che altri sappia già ottimamente scrivere. E ciò per la stessa ragione per cui l’arte di bene scrivere, e il modo, e che cosa sia il bene scrivere, non può essere compiutamente conosciuto e inteso se non da chi compiutamente possegga la detta arte, cioè sappia interamente metterla in opera. Sicché in un tempo medesimo e si conosce la difficoltà del perfetto scrivere, e s’impara il modo di vincerla e se n’acquista la facoltà. E solo colui che sa perfettamente scrivere ne comprende sino al fondo tutta la difficoltà, né altrimenti può mai bene scrivere, ancorch’ei già sappia compiutamente farlo, che con grandissima difficoltà. Coloro che male scrivono, stimano che il bene scrivere sia cosa facile, e scrivono al loro modo agevolmente, credendosi di scriver bene. E peggio e’ sogliono scrivere, piú facile stimano che sia lo scriver bene, e piú facilmente scrivono. Il considerare il bene scrivere per cosa molto difficile è certis-