Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/106

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(3674-3675-3676) pensieri 101

simo segno di esser già molto avanzato  (3675) nel sapere scrivere, purché questo tale sia veramente ed intimamente persuaso della difficoltà ch’ei dice, e non la affermi solamente a parole e mosso da quello ch’ei n’intende dire, e dalla voce comune (perocché anche chi non sa scrivere dice che il bene scrivere è molto difficile, ma e’ nol dice per coscienza né per prova né con vera persuasione, e s’egli è uno di quelli che s’intrigano di scrivere e che presumono di saperlo fare, certo è ch’egli in verità non crede che ciò sia difficile, come comunemente si dice, e com’ei pur dice cogli altri). Per lo contrario, lo stimare che il bene scrivere sia cosa facile o poco difficile, e il confidarsi di poterlo e saperlo agevolmente fare, o poterlo apprender con poco, è certo segno di non saper far nulla, e di esser sui principii nel possesso dell’arte, o molto indietro (cosí è generalmente di tutte le arti, scienze ec.). Da queste osservazioni si dee raccogliere quanti possano esser quelli che perfettamente conoscano il pregio, e stimino il travaglio, il sapere, l’arte e l’artifizio di una perfetta scrittura e di un perfetto scrittore, del che a pp.2796-9 (12 ottobre 1823, domenica).  (3676)


*    Alla p. 3349. Non è da trascurare una differenza che si trova fra il carattere, il costume ec. degli antichi settentrionali e abitatori de’ paesi freddi, e quel de’ moderni; differenza maggior di quella che suol trovarsi generalmente dagli antichi ai moderni. Perocché gli antichi settentrionali ci sono dipinti dagli storici per ferocissimi, inquietissimi, attivissimi non solo di carattere, ma di fatto, per impazienti del giogo, sempre vaghi di novità, sempre macchinanti, sempre ricalcitranti e insorgenti, e per quasi assolutamente indomabili e indomiti. Germani, Sciti ec. I moderni al contrario sono cosí domabili, che certo niun popolo meridionale lo è altrettanto. E tanto son lungi dalla ferocia, che non v’ha gente piú buona, piú mansueta,