Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/131

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126 pensieri (3712-3713-3714)



*    Tutte le qualità e cagioni che producono la grazia nelle persone o portamenti o azioni ec. umane, sono piú efficaci, e gli effetti loro piú notabili negli osservatori ec. di sesso diverso. I quali concepiscono quella tal grazia per molto maggiore ch’essa medesima non apparisce agli osservatori del sesso stesso. Ma tal differenza d’idee non ha punto che fare colla natura né della grazia in genere, né  (3713) di quella tale in ispecie. E quel grand’effetto non è della grazia, ma della diversità del sesso, aiutata dalla grazia, o viceversa della grazia aiutata ec. in quanto aiutata ec. Tutto ciò dicasi ancora della bellezza ec. (17 ottobre 1823).


*    Advento as. N’ho discorso, mi pare, nella mia teoria de’ continuativi. Aggiungo. Qual cosa v’ha mai nel suo significato, che possa, neppure per somiglianza, farlo chiamare frequentativo? quale che non sia continuativo, e che non convenga a questo nome, e lo giustifichi, e ne sia bene dinotata? E con qual altro nome generalmente potrebb’essere indicata quella significazione, se non con quello di continuativo? (17 ottobre 1823).


*    Alla p. 3622. L’idea è natura della quale esclude essenzialmente sí quella del piacere che quella del dispiacere, e suppone l’assenza dell’uno e dell’altro; anzi si può dire la importa; giacché questa doppia assenza è sempre cagione di noia, e posta quella, v’è sempre questa.  (3714) Chi dice assenza di piacere e dispiacere dice noia, non che assolutamente queste due cose sieno tutt’una, ma rispetto alla natura del vivente, in cui l’una senza l’altra (mentre ch’ei sente di vivere) non può assolutamente stare. La noia corre sempre e immediatamente a riempiere tutti i vuoti che lasciano negli animi de’ viventi il piacere e il dispiacere; il vuoto, cioè lo stato d’indifferenza