Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/73

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68 pensieri (3621-3622)

anche de’ mediocri generalmente, e quindi a noi non essere pervenute nel latino scritto; sí esser venute dalla stessa fonte nel Lazio che nella Grecia, cioè proprie dell’antichissimo latino, antiquate o non mai ammesse nello scritto, ammesse e perpetuamente conservate nel volgare, come di molte e frasi e voci, ancor viventi fra noi, o no, greche o qualunque ec., s’è fatto da noi vedere manifestamente essere accaduto: massime ne’ nostri discorsi sui continuativi ec. (7 ottobre 1823).


*    Monosillabi latini. Falx, calx (calcagno) (7 ottobre 1823).


*    Participii in us di verbi neutri in senso neutro. Vedi Forcellini in Desitus, confrontando quegli esempi col quarto esempio di Desino, appresso il medesimo Forcellini (7 ottobre 1823).


*    Materia per legno, legname. Del qual significato ho detto altrove in proposito della voce silva e d’ὕλη. Vedi Forcellini in materiarius, materiatio, materiatura, materiatus, materio, materior. In ispagnuolo, oltre madera per legno, v’è maderamen per legname ec. ec. (7 ottobre 1823).  (3622)


*   Sempre che l’uomo non prova piacere alcuno, ei prova noia, se non quando o prova dolore, o vogliamo dir dispiacere qualunque, o e’ non s’accorge di vivere. Or dunque non accadendo mai propriamente che l’uomo provi piacer vero, segue che mai per niuno intervallo di tempo ei non senta di vivere, che ciò non sia o con dispiacere o con noia. Ed essendo la noia pena e dispiacere, segue che l’uomo, quanto ei sente la vita, tanto ei senta dispiacere e pena. Massime quando l’uomo non ha distrazioni, o troppo deboli per divertirlo potentemente dal desiderio continuo del piacere,