Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/140

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(3727-3728) pensieri 135

il verbo originale immediato dignoo o digno: basta il mediato no o noo o gnoo; ovvero il verbo nosco che da lui nasce, dal quale senz’altro poté per composizione esser fatto il verbo dignosco e cognosco ec. ec. (p. 3709) e probabilmente cosí fu (18 ottobre 1823).


*    Alla p. 3695. E quanto a nosco, non solamente ne’ suoi composti, ma eziandio nel semplice si trova il g. Vedi Forcellini in gnosco, gnobilis ec. Del resto, il vedere che questo g protatico e d’uso non men proprio latino che greco, servirà di risposta a chi dal trovarlo nel semplice e ne’ composti di nosco, come nel greco γνόω e γιγνώσκω ec., volesse dedurre che nosco deve essere immediatamente di origine greca, e fatto da νοἱσκω ec. contro il detto a p. 3688. Qual sia poi l’origine in generale dell’uso del g protatico appo i latini, o venuto dagli eoli, o da un fonte comune a questi e a quelli ec. nulla importa al nostro caso. E ben poterono i latini antichi per un uso ricevuto dagli  (3728) eoli, e quindi d’origine greca, preporre (o interporre) il g a voci d’altronde non per tanto affatto latine, o vogliamo dire non greche, come si vede infatti che fecero in adgnascor ec. (la qual voce nascor si dimostra anche affatto propria latina per le cose dette a p. 3688-9, nello stesso modo che nosco) ec. ec. (18 ottobre 1823). Vedi p. 3754.


*    Alla p. 3390. Anche ne’ nostri piú antichi, cioè ne’ trecentisti, e cosí in que’ del cinquecento che piú gl’imitano, o in quanto egli adoprano le voci antiquate (come spesso il Davanzati e altri assai), e fors’anche ne’ ducentisti si trovano moltissime parole spagnuole, oggi fra noi disusate affatto, o rare piú o meno, e tra gli spagnuoli ancora correnti e usuali, o ancor fresche piú o meno; le quali anche chi sa spagnuolo e italiano, non sa che sieno o sieno state comuni ad ambe le lingue, e trovandole ne’ nostri antichi se ne