Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/365

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358 pensieri (3388-3389-3390)

plicitamente; 1 ma che chiunque non sa immaginare, pensare, sentire, inventare, non può né possedere un buono stile poetico, né tenerne l’arte, né eseguirlo, né giudicarlo nelle opere proprie né nelle altrui; che l’arte e la facoltà e l’uso dell’immaginazione e dell’invenzione è tanto indispensabile allo stile  (3389) poetico, quanto e forse ancor piú ch’al ritrovamento, alla scelta e alla disposizione della materia, alle sentenze e a tutte l’altre parti della poesia ec. (vedi a tal proposito la p. 3978-80). Onde non possa mai esser poeta per lo stile chi non è poeta per tutto il resto, né possa aver mai uno stile veramente poetico, chi non ha facoltà, o avendo facoltà non ha abitudine, di sentimento, di pensiero, di fantasia, d’invenzione, insomma d’originalità nello scrivere (9 settembre 1823).


*    La lingua spagnuola, secondo me, può essere agli scrittori italiani una sorgente di buona e bella ed utile novità ond’essi arricchiscano la nostra lingua, massimamente di locuzioni e di modi.

1o, Io penso che niuno possa pienamente discorrere di niuna delle cinque lingue che compongono la nostra famiglia, ciò sono greca, latina, italiana, spagnuola e francese, s’egli non le conosce piú che mediocremente tutte cinque.

2o, La lingua spagnuola è sorella carnalissima della nostra. Or come sia ragionevole il derivar  (3390) nuove ricchezze nella lingua propria dalle lingue sorelle, vedi, fra l’altre, p. 3192-6.

3o, La potenza avuta dagli spagnuoli in Europa, e in Italia nominatamente, al tempo appunto che la lingua e letteratura nostra si formava e perfezionava, ciò fu nel cinquecento,2 fece che molte voci

  1. Puoi vedere le pagg. 2979-80 e 3717-20.
  2. Vedi p. 3728.