Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/142

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(3730-3731) pensieri 137

Del resto, gli spagnuoli ancora, massime nel cinquecento e seicento, pigliarono dall’italiano moltissime voci e frasi ec. sí gli scrittori, sí l’uso del favellare spagnuolo (pel commercio scambievole sí delle due letterature sí delle due nazioni e insomma per le cause medesime che introdussero tanto spagnuolo nell’italiano). Or queste voci e frasi italiane stettero e in grandissima parte stanno ancora nello spagnuolo cosí naturalmente che nulla hanno del forestiero per se, e per chi non sappia che tali sono e non parvero né paiono (agli spagnuoli né agl’italiani né agli altri) adottive (com’erano e sono) ma naturali, secondo l’espressione dello Speroni in altro proposito (Dialoghi, p. 115).  (3731) (non altrimenti che accadde e accade nell’italiano alle voci e frasi spagnuole, sí per rispetto a noi, sí agli spagnuoli, sí agli altri). Il che si applichi allo scopo del pensiero a cui il presente si riferisce (18 ottobre 1823).


*    Alla p. 3704. E se ne sa l’origine, perocché cretus è metatesi di certus (che ancor rimane in aggettivo, ed anche in certo senso di participio, e come participio ha prodotto il verbo certare, di cui altrove ec.), contrazione di cernitus (19 ottobre 1823).


*    Scambio tra il v e il g ec. Trève-tregua (19 ottobre 1823).


*    Laxus, onde laxare, lassare, lascïare, lasser ec., è un di quelli aggettivi, che, come ho detto nella mia teoria de’ continuativi, mi sanno di participio di verbi ignoti, o non noti come padri di tali aggettivi ec., e laxare mi sa pur di continuativo per origine ec. Vedi Forcellini ec. (19 ottobre 1823).


*    Alla p. 3708, margine. Lavitum è dimostrato dal verbo lavito. Cosí fautum è contrazione di favitum di-