Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/175

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170 pensieri (3779-3780-3781)

forte, né le donne invidiano agli uomini la loro maggior fortezza, nello stesso modo che noi non l’invidiamo al leone. Oltre di che il comando  (3780) e qualunque specie di preminenza fra gli animali, come dalla natura fu posta, cosí da tutti gli altri individui soggetti è sempre riconosciuta per utile a tutti loro, ed utile non solo in potenza, non solo in destinazione, ma in atto e in effetto continuamente, e come a tale essi vi si soggettano naturalmente, non pur senza la menoma ripugnanza, ma con piacere, e molto si dolgono s’ella, per qualche accidente, vien loro a mancare, come alle api il re ec. Ma in una società stretta, massime umana, è d’inevitabile necessità che abbiano luogo tutte le dette preminenze, come altresí è necessario ch’elle sempre offendano grandemente l’orgoglio naturale degli altri individui. E fra esse preminenze è d’indispensabile necessità che v’abbia luogo il comando, e questo fra gli uomini non può esser effetto di superiorità di natura o di specie, ma è necessario che l’uguale per natura sia signor degli uguali. E il comando e la soggezione fra gli uomini è incontrastabilmente inevitabile, che sebbene utili per istituto, il piú delle volte sieno anzi dannosissime in effetto a chi ubbidisce e sottostà, e per tale siano riconosciute da loro, seguendone naturalmente un’invidia e un odio sommo verso chi comanda; odio antisocialissimo, massimamente che il comando è necessario ec. Ed è ancora inevitabile che non di rado (anzi quasi sempre), il comando e la signoria per l’origine medesima e per istituto sieno dirette al danno de’ sottoposti ed al solo bene de’ signori: come sono le signorie acquistate per viva forza o per arte, contro il volere e l’intenzione de’ subbietti, le quali si chiamano tirannie. E certo è che tutti o la piú parte de’ principati passati e presenti hanno avuto principio dalla forza o dall’artifizio, e che tutti i troni d’Europa  (3781) si possono, genealogizzando, far risalire a queste radici.