Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/186

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(3792-3793) pensieri 181

Secondariamente che proporzione, anzi che simiglianza può aver l’uccisione di uno o di quattro o dieci animali fatta da’ loro simili qua e là sparsamente, in lungo intervallo, e per forza di una passione momentanea e soverchiante, con quella di migliaia d’individui umani fatta in mezz’ora in un luogo stesso, da altri individui lor simili, niente passionati, che combattono per una querela o altrui, o non propria d’alcun di loro, ma comune (laddove niuno  (3793) animale combatte mai per altro che per se solo; al piú, ma di rado, co’ suoi simili, per li figli, che son come cosa, anzi parte di lui), e che neppur conoscono affatto quelli che uccidono, e che di là ad un giorno, o ad un’ora, tornano all’uccisione della stessa gente, e seguono talvolta finché non l’hanno tutta estirpata ec. ec.? lasciando gli altri infiniti mali e infelicità che reca la guerra ai popoli; mali e infelicità parte reali in ogni caso, e che tali sarebbero anche nello stato naturale del genere umano (come le mutilazioni ec.); parte che son tali, posta fra gli uomini una società stretta, e le abitudini, e quindi i bisogni, di questa (come la devastazione de’ campi, e ruina delle città, e le carestie, oltre le pesti ec. ec.): i quali deono essere riconosciuti per mali massimamente da quelli che sostengono esser propria dell’uomo una società com’è la presente, e com’è quella che cagiona la guerra; ma oltre di ciò eziandio da chi negandola, per cosí dire, in diritto, dee pur supporla nel fatto, supponendo la guerra ec., e quindi supporre tutte le abitudini e i bisogni ch’ella non può a meno di produrre negli uomini ec. Solamente fra le api, la cui società è naturale, si potrebbe voler trovare un esempio della nostra guerra, fatta in piú persone da ciascuna parte ec. Ma ben guardando, anche le battaglie dell’api, oltre che son rarissime e niente regolari e inevitabili (a paragon delle nostre), sono effetto di passione momentanea, come le batta-