Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/205

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200 pensieri (3814-3815-3816)

ragione per cui egli non può  (3815) odiar se stesso, procurare, amare il suo male, tendere al suo male, non odiarlo sopra ogni cosa e il piú ch’ei possa, non amarsi, non solo sopra ogni cosa, ma il piú ch’egli possa onninamente amare. Sicché l’uomo, l’animale ec. ama le sensazioni vive ec. ec. e vi prova piacere, perch’egli ama se stesso (31 ottobre 1823).


*    Al mio discorso sopra avvisare, divisare ec. aggiungi il francese deviser (31 ottobre 1823).


*    Alla p. 2928, fine. Noi abbiamo ancora, bensí in diversi significati, intenso ed intento (intensità ec.). Vedi i francesi e gli spagnuoli. Nel latino intensus è ben raro. Vedi Forcellini Tensus; è de’ piú moderni. Extensus ec. e gli altri composti, veggasene il Forcellini (1 novembre 1823).


*    Come altrove ho congetturato dalla voce σῦκον, anche nel greco, come sí sovente in latino, lo spirito denso si cangia talora in s. Per esempio, da ἃλς σαλεύω ec. Vedi i lessici. Cosí in latino sal, salum ec. dalla stessa voce (1 novembre 1823).


*    A quello che nella teoria de’ continuativi ho detto per mostrare che sector aris è contrazione di secutor, aggiungi persector aris, che i francesi dicono infatti persécuter, noi perseguitare, e gli spagnuoli, se non fallo, persecutar (1 novembre 1823).


*    Alla p. 3036, margine. Periurus, cioè qui peieravit, o periuravit, non sembra essere altro che contrazione di periuratus (che pur si trova, come anche peieratus, in senso passivo), siccome coniuratus, qui coniuravit; iuratus, qui iuravit ec. (iuratus ha pure il senso passivo: non cosí periurus) (1 novembre 1823). (3816)