Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/371

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366 pensieri (3994-3995)



*    Al pensiero ultimo della pag. precedente. Massimamente poi è propria dell’italiano la desinenza in olo ec. breve, quando questa è frequentativa o frequentativo-diminutiva come in trottola ec. In tali casi non ha luogo la desinenza in ólo né in uólo ec.  (3995) (20 decembre 1823). Vedi p. 4000, fine.


*    Diminutivi positivati. Comignolo quasi culminulus. Vedi il glossario ec. Colmigno o è corruzione di culmine (che pure abbiamo, ma è voce della scrittura), o di culminulus, o apocope di colmignolo, che fu poi corrotto in comignolo ec. (20 decembre 1823). Capitulum, capitulo, capitolo, chapître, per articolo di scrittura ec., s’anche da principio non fu cosí, oggi valgono lo stesso che caput, capo nel medesimo senso, nel quale in francese e in ispagnuolo non sussiste piú il positivo (veggansi però i dizionarii) (20 decembre 1823).


*    Diminutivi positivati. Médecin francese.1 Fiaccola quasi facula da fax. Vedi il glossario in facula ec. e la Crusca in facella. Faccellina vuol dir quasi lo stesso che fascina. Falcola e falcolotto (che il Monti nella Proposta condanna come voci inaudite, ma che sono frequentissime nella Marca, come debbono essere in Toscana, perché la Crusca le porta senza esempio, ed hanno anche un senso proprio che non si può totalmente confondere con quello di candela) sono corruzioni di facula, ma non hanno precisamente il senso del positivo, ma piú ristretto, ed anche indicano cosa piccola a rispetto delle faci di legno, come di pino ec (vedi il Forcellini in fax), giacché falcola è solo di cera (21 decembre 1823).

  1. Dubito però che in francese la desinenza in in ine ec. né abbia ora, né abbia mai avuto la forza diminutiva in nessun modo. Vedi la p. 3993, capoverso 4, margine.