Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/400

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(4020) pensieri 395


*   Al detto altrove di metari aggiungi immetatus (21 gennaio 1824).


*    Della differenza naturale e artificiale del gusto e del bello presso le varie nazioni e tempi, nelle arti, letterature, fattezze del corpo ec. ec. vedi il primo capitolo del Saggio sull’epica poesia del Voltaire, ne’ suoi opuscoli tradotti e stampati in Venezia, appresso il Milocco colla data di Londra nel 1764 (volumi 3), volume II, principio (21 gennaio 1824).


*    Grecismo. Soplandole, le ponía (cioè le hazia, lo rendeva) redondo como una pelota, Cervantes, Prologo al letor de la segunda parte del Don Quijote, p. 3. Frase familiare agli spagnuoli e tutta greca. Nel latino ponere per efformare non è col doppio accusativo, cioè sostantivo o pronome ec. e aggettivo, e non equivale a rendere, far divenire, benché spetti a questo genere di significazione ed uso del greco τίθημι, e del resto è una frase tolta a dirittura dal greco e imitata, laddove la spagnuola è volgare, e non è certo imitata dal greco (21 gennaio 1824).


*    Diminutivi positivati greci. μηρίον per μηρός. Nóta ch’é proprio di Omero e di Esiodo (antichissimo cioè, o ionico, come altrove) da’ quali, al suo solito, lo piglia Luciano nel Prometheus sive Caucasus,Opera, 1687, Amstelodami, t. I, p. 183, e de Sacrificiis, p. 363 (21 gennaio 1824).


*    Diminutivi positivati. Vedi Forcellini in Spatha, spatula, spathalium, lo Scapula in σπάθη, σπαθίον, σπαθὶς ec., la Crusca in spatola, spazzola ec., il glossario, i francesi, gli spagnuoli (21 gennaio 1824).


*    A proposito di fusa lat. ho notato altrove il plurale loci e loca e simili. Da μηρὸς in plur. μηροὶ