Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/193

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188 pensieri (4249)


*   Giuoco di mano, giuoco di villano, is a very true saying, among the few true sayings of the Italians. Chesterfield Letters to his son, lett. 259. Il conte di Chesterfield era veramente molto pratico e della lingua, ed anche dei particolari e minuti detti usuali nel nostro parlar familiare. Né io disapproverei molti de’ suoi giudizi circa la letteratura e le cose nostre, come, per esempio, quello circa il Petrarca (lett. 217), simile al parer del Sismondi. Petrarca is, in my mind, a sing-song love-sick Poet; much admired, however, by the Italians: but an Italian, who should think no better of him than I do, would certainly say, that he deserved his Laura better than his Lauro (alludendo alla coronazione del Poeta in Roma); and that wretched quibble would be reckoned an excellent piece of Italian wit. Io, con licenza di Milord, non credo che sia vera quest’ultima cosa, né che fosse vera al tempo suo, ma ben sono della sua opinione in quanto al Petrarca. Vedi p. 4263. Il qual giudizio troverà pochi approvatori in Italia fuori di me. Ma quello dei nostri detti e proverbi, è certamente falso ec. (può servire per un articolo sopra i proverbi) (Recanati, 27 febbraio, ultimo di Carnevale, 1827).


*    Ultimatamente per ultimamente, Crusca. L’usa anco il Bembo nelle lettere.


*    Il Bembo fu un Cesari del Cinquecento, il Cesari è un Bembo dell’Ottocento. Simili negli effetti che hanno operati, e nelle circostanze dei tempi quanto alla lingua, e nei mezzi usati e nelle opinioni, cioè nella divozione al Trecento ec. Ma similissimi anco nell’esser loro naturale (lasciando l’esser vicini di patria, e d’una provincia stessa). Molta lettura e studio: nessuno ingegno da natura, nessuna sembianza di esso, acquistata per l’arte. Mai niun