Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/215

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208 pensieri (4265-4266)

sospetto, troppo fondato, d’imitazione; e sí perché si sa molto bene che in America non sono e non furono mai leoni: e però, s’io non erro, né anche leonesse; (Recanati. 29 marzo. 1827). dico di quelle nate quivi da se, e viventi nelle foreste e nelle caverne, come era quella; non trasportate d’altronde, e mantenute in gabbie e in serragli.


*    Noi italiani siamo derisi per le nostre cerimonie e i nostri titoli (che noi abbiamo avuti dagli spagnuoli) specialmente dai francesi, che hanno fama d’essere in ciò i piú disinvolti. Frattanto noi non abbiamo il costume che hanno i francesi, che il Monsieur sia, per cosí dire, inseparabile da tutti i nomi di persone; che gli autori lo aggiungano al lor nome proprio nei frontespizi delle loro opere; che esso vi si conservi perpetuamente, o vi sia posto, anche quando gli autori son morti; e simili (Recanati. 29 marzo. 1827).


*    λοφνία-λοφνὶς, λοφία o λοφίη-λοφὶς. V. Casaub, ad Athenae, l. XV, c. 18. φρουρὰ-φρούριον. ἴχνος-ἴχνιον.


*    ὲλ‹άνη-σελ‹άνη. Vedi ibid.


*    Se era intenzione della natura, facendo l’uomo cosí debole e disarmato, che egli provvedendo alla vita ed al ben essere suo coll’ingegno, arrivasse allo stato di civiltà; perché tante centinaia di nazioni selvagge e barbare dell’America, dell’Africa, dell’Asia dell’Oceanica, non vi sono arrivate ancora, non hanno fatto alcun  (4266) passo per arrivarvi, e certo non vi arriveranno mai, né saranno mai civili in niun modo (o non sarebbero mai state), se noi non ve li ridurremo (o non ve gli avessimo ridotti)? Le quali nazioni sono pure una buona metà, e piú, del genere umano in natura. Perché dato ancora che le popolazioni civili, nella somma loro, vincano di numero d’uomini la