Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/245

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238 pensieri (4291-4292)

modificato, ed abbiamo e impariamo fin da fanciulli la irragionevole distinzione tra u vocale e u consonante, distinzione che non ha ragione alcuna naturale, ma solo storica ec. ec. Il simile dirò dell’f ec. ec. (20 settembre 1827, Firenze).


*    Alla p. 4289 - nella civiltà insomma del corpo, per dir cosí, o vogliamo dire, che spetta al perfezionamento o alla perfezione del corpo, -


*    Dice la Staël che la lingua tedesca è una scienza, e lo stesso si può, e con piú ragione ancora, dir della greca. Quindi è accaduto che siccome le scienze si perfezionano, e i moderni sono in esse superiori agli antichi, per le piú numerose e accurate osservazioni; cosí e per lo stesso mezzo la notizia del greco, dal rinascimento degli studi, si è accresciuta e si accresce tuttavia, e che i moderni sono in essa d’assai superiori a quelli del cinque o del quattrocento, e forse in alcune parti (come in quella delle etimologie; parte cosí favolosamente trattata da Platone), agli stessi greci antichi; anzi, che gli scolari di greco oggidí ne sappiano piú de’ maestri de’ passati tempi. E come le scienze non hanno limiti conosciuti né forse arrivabili, e nessuno si può vantare di possederle intere; cosí appunto accade della lingua greca, la cognizione della quale sempre si estende, né si può conoscere se e quando arriverà al non plus ultra, nè  (4292) basta l’avere spesa tutta la vita in questo studio, per potersi vantare di essere un grecista perfetto (Firenze, 20 settembre 1827).


*    Il credere l’universo infinito è un’illusione ottica, almeno tale è il mio parere. Non dico che possa dimostrarsi rigorosamente in metafisica, o che si abbiano prove di fatto, che egli non sia infinito; ma, prescindendo dagli argomenti metafisici, io credo che