Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/25

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
20 pensieri (4100-4101)

Del resto, e in generale, è certissimo che nella natura delle cose si scuoprono mille contraddizioni, in mille generi e di mille qualità, non delle apparenti, ma delle dimostrate con tutti i lumi e l’esattezza la piú geometrica della metafisica e della logica; e tanto evidenti per noi quanto lo è la verità della proposizione. Non può una cosa a un tempo essere e non essere. Onde ci bisogna rinunziare alla credenza o di questa o di quelle. E in ambo i modi rinunzieremo alla nostra ragione (2 giugno 1824). - Vedi un’altra evidente contraddizione della natura, e si può dire, in cose fisiche,  (4101) notata alla p. 4087 e anche nel citato dialogo (3 giugno 1824).


*    Καθ᾽ὅσον in senso simile all’italiano in quanto o in quanto che, del che, e simili altre frasi, ho detto altrove. Luciano, Opera, 1687, t. I, p. 800 (3 giugno 1824).


*    Εὐθὺς per primum. Luciano, ib., p. 805 (3 giugno 1824).


*    Diminutivi positivati. Radium-rayon (4 giugno 1824).


*    Oficio descansado, cioè donde el hombre descansa, Cervantes Novelas exemplares, Milan, 1615, p. 192 (4 giugno 1824).


*    A proposito di quel che ho scritto altrove sopra un luogo di Donato, ad Terent., relativo al digamma, dove si parla di Davus, anticamente DaℲus ec., notisi che i greci dicevano infatti Δάος, o Δᾷος o Δᾶος o Δαὸς, e vedi Luciano, Opera, 1687, t. I, p. 797 e not., e p. 996 (4 giugno 1824).


*    En el entretanto que. Cervantes, loc. cit. qui sopra, p. 195 (5 giugno 1824).