Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/28

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(4103-4104) pensieri 23



*    Il est aisé de voir la prodigieuse révolution que cette époque (celle du Christianisme) dut produire dans les moeurs. Les femmes, presque toutes d’une imagination vive et d’une âme ardente, se livrèrent à des vertus qui les flattoient d’autant plus, qu’elles étoient pénibles. Il est presque égal pour le bonheur de satisfaire de grandes passions, ou de les vaincre. L’âme est heureuse par ses efforts; et pourvu qu’elle s’exerce, peu lui importe d’exercer son activité contre elle-même. Thomas, Essai sur les Femmes; Oeuvres, Amsterdam, 1774, tome IV, p. 340 (24 giugno, festa di S. Giovanni Battista, 1824).  (4104)


*    Agnomen, cognomen, coi derivati ec. aggiungansi al detto altrove circa il g premesso a varie voci latine, come nosco, agnosco ec. Anche nomen viene da nosco (25 giugno 1824).


*    Il tale diceva che noi, venendo in questa vita, siamo come chi si corica in un letto duro e incomodo, che sentendovisi star male, non vi può star quieto, e però si rivolge cento volte da ogni parte, e procura in vari modi di appianare, ammollire ec. il letto, cercando pur sempre e sperando di avervi a riposare e prender sonno, finché, senz’aver dormito né riposato, vien l’ora di alzarsi. Tale e da simil cagione è la nostra inquietudine nella vita, naturale e giusta scontentezza d’ogni stato, cure, studi ec. di mille generi per accomodarci e mitigare un poco questo letto; speranza di felicità o almen di riposo, e morte che previen l’effetto della speranza (25 giugno 1824).


*    Ἐν τοσούτῳ - intanto, del che altrove. Luciano, Opera, 1687, t. II, p. 48, principio, 51, dopo il mezzo, 64 (25 giugno 1824).


*    Plus le lien général s’étend, plus tous les liens particuliers se relâchent. On paroît tenir à tout le