Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/29

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24 pensieri (4104-4105)

monde, et l’on ne tient à personne. Ainsi la fausseté s’augmente. Moins on sent, plus il faut paroître sentir. Thomas, loc. cit. qui dietro, p. 448. Questo ch’ei dice dei legami di società sostituiti a quei di famiglia, di ristrette amicizie ec. ben puossi applicare all’amore universale sostituito al patrio, al domestico ec. (27 giugno, domenica, 1824).


*    Callado per tacente, come tacitus da taceo-itum, del  (4105) che altrove. Cervantes, Novelas exemplares, Milan, 1615, p. 431 (27 giugno 1824).


*    Dilettare-dileticare coi derivati ec. frequentativo o diminutivo alla latina, e può anche aggiungersi agli esempi delle forme frequentative italiane di verbi, da me altrove raccolte.1 Avvertasi però che ha un significato diverso da dilettare, e forse è corruzione di solleticare, e cosí diletico, che altrimenti sarà un diminutivo o frequentativo di diletto (29 giugno, festa di S. Pietro, giorno mio natalizio, 1824).


*    L’infelicità abituale, ed anche il solo essere abitualmente privo di piaceri e di cose che lusinghino l’amor proprio, estingue a lungo andare nell’anima la piú squisita ogn’immaginazione, ogni virtú di sentimento, ogni vita ed attività e forza, e quasi ogni facoltà. La cagione è che una tale anima, dopo quella prima inutile disperazione, e contrasto feroce o doloroso colla necessità, finalmente, riducendosi in istato tranquillo, non ha altro espediente per vivere, né altro produce in lui la natura stessa ed il tempo, che un abito di tener continuamente represso e prostrato l’amor proprio, perché l’infelicità offenda meno e sia tollerabile e compatibile colla calma. Quindi un’indifferenza e insensibilità verso se stesso maggior che è possibile. Or questa è una perfetta morte dell’animo

  1. Farneticare.