Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/410

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(4468-4469) pensieri 401

quale nota ancora che in alcuni di quegli uccelli  (4469) esse non bastano né anche né servono punto a bilanciarli ed aiutare il corso, come si dice di quelle dello struzzo): and so on (26 febbraio, Giovedí Grasso. 1829).


*    Per un Discorso sopra lo stato attuale della letteratura ec. - Togliere dagli studi, togliere dal mondo civile la letteratura amena, è come toglier dall’anno la primavera, dalla vita la gioventú (6 marzo. 1829).


*    Τῷ Βίωνι (Boristenita, filosofo) δοκεῖ μὴ δυνατὸν εἶκαι τοῖς πολλαῖς ἀρέσκειν, εἰ μὴ πλακοῦντα γενόμενον ἢ ϴάσιον. Dio Chrys. Orat, 66. de gloria, p. 612. ed. Reisk. Bione diceva: non è possibile piacere ai piú, se tu non divieni un pasticcio o un vin dolce (8 marzo, Domenica, 1829). Può servire al Galateo morale, o al Macchiavellismo.


*   Alla p. 4245. Di questi ἔρανοι discorre (mi pare) di proposito, e può vedersi, il Coray, Notes sur les Caractères de Théophraste (8 marzo. 1829).


*    Sinizesi. Vedi Forcellini ec. in Suavis e simili voci.


*    Sperno is - as pernor aris.


*    Contemtus, despectus, neglectus ec. per contemnendus, contemnibilis ec. E cosí in italiano francese e spagnuolo. - Scitus, scite, scitulus, scitule ec. saputo, saputello ec.


*    Alla p. 4467. E cosí i dittonghi. I quali altresí, quando eran fatti brevi, si doveano scrivere senza l’ultima vocale: οὔ το’ ὰκόβλητ᾽ ἐστὶ, per οὔ τοι, come oggi si scrive. E similmente nel mezzo delle parole, i dittonghi e le vocali dette lunghe, quando eran fatte brevi, doveano scriversi semplici: ο per ω, οι ec.; ε per η, ει ec. ec. (8 marzo 1829).