Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/435

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426 pensieri (4491-4492)



*    Altro ostacolo alla durata della fama de’ grandi scrittori, sono gl’imitatori, che sembrano favorirla. A forza di sentire le imitazioni, sparisce il concetto, o certo il senso, dell’originalità del modello. Il Petrarca, tanto imitato, di cui non v’è frase che non si sia mille volte sentita, a leggerlo, pare egli stesso un imitatore: que’ suoi tanti pensierini pieni di grazia o d’affetto, quelle tante espressioni racchiudenti un pensiero o un sentimento, bellissime ec. che furono suoi propri e nuovi, ora paiono trivialissimi, perché sono in fatti comunissimi. Interviene agl’inventori in letteratura e in cose d’immaginazione, come agl’inventori in iscienze e in  (4492) filosofia: i loro trovati divengono volgari tanto piú facilmente e presto, quanto hanno piú merito (20 aprile 1829).


*    L’on n’est heureux qu’avant d’être heureux. Rousseau, Pensées, I. 204. Cioè per la speranza.


*    La seule raison n’est point active; elle retient quelquefois, rarement elle excite, et jamais elle n’a rien fait de grand. Ib. 207.


*    Famulus ec. - familia ec.


*    Follīco as.


*    Foetus a um, evidente participio senza verbo noto. Vedi Forcellini Da foetus foeto as, evidente continuativo del verbo originale. Effoetus ec.


*    Fabula, fabulor ec. - favella, favellare: diminutivi ec. Prezzolare.


*    Il nostro antico fante per parlante, e di qui per uomo, co’ suoi diminutivi, come fanciullo (cioè uomicciuolo) che ancor s’usa, senza conoscerne la forza e l’etimologia, fantoccio ec. ec. non è egli evidentemente l’antico, e negli scritti perduto o disusato, fans, da for; di cui anche in-fans fa fede, e quasi nello stesso