Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/471

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462 pensieri (4525-4526)



*    ὄνομα ἕξετε καὶ αἰτίαν ὡς Σωκράτη ἀπεκτόνατε. ib., 148 (38, C) avrete nome di avere ucciso Socrate (Roma, 6 gennaio 1832).


*    Uomini originali men rari che non si crede.


*    Gli uomini verso la vita sono come i mariti in Italia verso le mogli: bisognosi di crederle fedeli, benché sappiano il contrario. Cosí chi dee vivere in un paese, ha bisogno di crederlo bello e buono; cosí gli uomini di credere la vita una bella cosa. Ridicoli agli occhi miei, come un marito becco e tenero della sua moglie (Firenze, 23 maggio 1832).


*    Cosa rarissima nella società, un uomo veramente sopportabile.


*    Due verità che gli uomini generalmente non crederanno mai: l’una di non saper nulla, l’altra di non esser nulla. Aggiungi la terza, che ha molta dipendenza dalla seconda: di non aver nulla a sperare dopo la morte.


*    Grande studio (ambizione) degli uomini mentre sono immaturi, è di parere uomini fatti, e quando sono uomini fatti, di parere immaturi (16 settembre 1832).


*    La cosa piú inaspettata che accada a chi entra nella vita sociale, e spessisimo a chi v’è invecchiato, è di trovare il mondo quale gli è stato descritto, e quale egli lo conosce già e lo crede in teoria. L’uomo resta attonito di vedere verificata nel caso proprio la regola  (4526) generale (Firenze, 4 dicembre 1832).

fine del volume settimo
ed ultimo.