Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/73

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68 pensieri (4143-4144)

dare, porta in pace quel che ti accadrà, che te ne accade. Cosí il Bartoli nel Mogol: con essere per con tutto l’essere, non ostante l’essere. Italianismo di Epitteto, Enchiridio, cap. LII (Bologna, 9 ottobre, domenica, 1825). La stessa frase col senso medesimo si trova anche cap. XXXIX, fine.  (4144)


*    Τᾠ μὲν σωματίῳ ( per σώματι) πάντα ἀδιάφορα. M. Antonin., VI, 2. Del resto amant stoici extenuandarum rerum causa, deminutiva (Simpson, not. in Epictet., c. XII): e in Arriano et Epicteto diminutiva significant extenuationem et vilitatem ipsius rei, non autem parvitatem (id., ad c. 24). Vedi p. 4145.


*    Museau - muso. Goupil o golpil, e per la femmina goupille, quasi vulpilla, cangiato al solito il v in g; antica voce francese per renard, appresso Pougens, Archéologie française, art. Goupil, con parecchi derivati, cioè goupiller verbo neutro, goupillage e goupilleur, dei quali pur si hanno esempi, loc. cit., t. I (Bologna, 10 ottobre 1825).


*    Si sa quanto poco fossero considerate le donne presso i greci e i romani, e come il servirle e trattarle quasi superiori agli uomini, come si fa oggi, non avesse origine, secondo il Thomas (Essai sur les femmes), se non nei tempi cavallereschi dai costumi dei settentrionali conquistatori di Europa, i quali avevano un’antica loro superstizione che riguardava le donne come tante deità. Nondimeno pare che a tempo degl’imperatori romani la condizione delle donne fosse già molto simile alla presente. Lascio le odi d' Orazio e i libri di Ovidio, Tibullo, Properzio ec. Epitteto, Enchirid., cap. LXII. Αἱ γυναῖκες εὐθὺς ἀπὸ τεσσαρεσκαίδεκα ἐτῶν ὑπὸ τῶν ἀνδρῶν κυρίαι καλοῦνται. τοιγαροῦν ὁρῶσαι ὅτι ἄλλο μὲν οὐδὲν αὐταῖς πρόσεστι, μόνον δὲ συγκοιμᾶσθαι τοῖς ἀνδράσιν, ἄρχονται καλλωπίζεσθαι καὶ ἐν τούτῳ