Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2499

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*   Ho assegnato altrove come principio d’infinite e variatissime qualità dell’animo umano (per esempio, l’amor delle sensazioni vivaci) l’amor della vita. Questo amore però è non solo necessaria conseguenza, ma parte, ovvero operazione naturale, dell’amor proprio, il quale non può non essere amore della propria esistenza, se non quando quest’esistenza è divenuta una pena. Ma ciò non in quanto esistenza, ché l’esistenza in quanto esistenza è per natura eternamente amata sopra ogni cosa dall’esistente. Perocché tanto è amar la propria esistenza in quanto esistenza, quanto è amar se stesso. E sarebbe una contraddizione quasi impossibile a concepirsi, che l’esistenza non fosse amata dall’esistenza; e quindi che in certo modo l’esistenza fosse odiata dall’esistenza e combattuta dall’esistenza e contraria all’esistenza o anche semplicemente non cara e non gradita a se stessa, nemmeno in quanto se stessa (26 giugno 1822).