Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2619

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[p. 338 modifica] È curioso l’osservare come l’universalità sia [p. 339 modifica]passata dalla lingua greca ch’é la piú ricca, vasta, varia, libera, ardita, espressiva, potente, naturale di tutte le lingue cólte, alla francese ch’é la piú povera, limitata, uniforme, schiava, timida, languida, inefficace, artifiziale delle medesime. E piú curioso che l’una e l’altra lingua abbiano servito all’universalità appunto perché possedevano in sommo grado le predette qualità, che sono contrarie direttamente fra loro. E pur tant’è, ed anche oggidí, dalla lingua francese in fuori, non v’è e, mancando la lingua francese, non vi sarebbe lingua meglio adattata all’universalità della greca, ancorché morta (2 settembre 1822), ed ancorch’ella sia precisamente l’estremo opposto alla lingua francese (2 settembre 1822).


*   Alla p. 1271. Io tengo per certissimo che l’invenzione dell’alfabeto sia stata una al mondo, voglio dir che la scrittura alfabetica non sia stata inventata in piú luoghi, o al medesimo tempo o in diversi tempi, ma in un solo, e da