Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2693

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[p. 381 modifica] cavalli sono svelti, attivi, pronti, vivaci, arguti, agili di corpo e di spirito: quelli delle pecore, semplici, mansueti, ubbidienti ec. (Recanati, 16 maggio 1823). E tra gli abitanti della campagna romana i due estremi della zotichezza e della spiritualité e furberia, della torpidezza e del brio, della dappocaggine, pigrizia ec. e dell’attività, sono i guardiani delle bufale e quei de’ cavalli; come lo sono i caratteri di queste specie di animali fra quelle che abitano nella detta campagna (16 maggio 1823).


*   Degli scrittori non romani che scrissero in latino e son tenuti classici in quella lingua e letteratura vedi Perticari, Apologia di Dante, capo 30, p. 314-16 (Recanati, 16 maggio 1823).


*   Del disprezzo in cui fu tenuta dai dotti la lingua italiana (detta volgare) nel trecento, nel quattrocento e nel cinquecento, a paragone della latina, vedi Perticari loc. cit., capo 34 (16 maggio 1823). Vedi anche il fine della Lezione dell’ordine dell’Universo di [p. 382 modifica]Pier Francesco Giambullari, nelle Prose Fiorentine par. 2, vol. II (Venezia, 1735, t. III, par. 2, p. 24, fine, 25) (17 maggio 1823). Vedi altresí Perticari Degli Scrittori del trecento, l. I, c. 13, p. 77, c. 16, p. 88, segg., c. ult., fine, p. 98, l. II, c. 9, p. 163.