Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3179

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[p. 228 modifica] mossi e allettati da quella grazia, per dir cosí, difettosi, come i palati o ruvidi e duri per natura, o stanchi de’ cibi piacevoli per la lunga assuefazione, sono dilettati e solleticati da quei sapori. Laddove l’altra suddetta grazia è quasi un soave e delicatissimo odore di gelsomino o di rosa, che nulla ha di acuto né di mordente, o quasi uno spiro di vento che vi reca una fragranza improvvisa, la quale sparisce appena avete avuto il tempo di sentirla, e vi lascia con desiderio, ma vano, di tornarla a sentire, e lungamente, e saziarvene (16 agosto, dí di San Rocco. 1823).


*    È cosa indubitata che la civiltà ha introdotto nel genere umano mille spezie di morbi che prima di lei non si conoscevano, né senza lei sarebbero state; e niuna, che si sappia, n’ha sbandito, o seppur qualcuna, cosí poche, e poco acerbe e poco micidiali, che [p. 229 modifica]sarebbe stato incomparabilmente meglio restar con queste che cambiarle con la moltitudine, fierezza e mortalità di quelle (vediamo infatti quanto poche e blande sieno le malattie spontanee degli altri animali, massime salvatichi, cioè non corrotti da noi; e similmente de’ selvaggi, e massime de’ piú