Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3758

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[p. 154 modifica] o supino de’ verbi in sco era in scĭtus. Eccone altra prova in marcescitum di marcesco (che ora non ha o non gli s’attribuisce supino alcuno) dimostrato da immarcescibilis. Solu-tum, volu-tum, solu-bilis, volu-bilis ec. Labilis, nubilis, habilis ec. sono dai regolari, veri ed interi, benché inusitati supini labitum, nubitum, (habitum è usitato, anzi solo [p. 155 modifica]usitato, ma non è il primitivo) ec., secondo la regola, fuor solamente ch’e’ son contratti da labi-bilis, nubi-bilis per effetto di pronunzia accelerata o confusa ec. o per evitare il cattivo suono ec. Vedi p. 3851. Or dunque da no nitum avremmo nibilis. Nobilis non può essere che da no-tum, gnobilis da no-tum o da gno-tum, ignobilis da no-tum o gno-tum o igno-tus o gnobilis o nobilis. Ovvero nobilis ec. sono contrazioni di noibilis come notum lo è di noĭtum. Vedi la p. 3832, fine.

Secondo queste osservazioni nobilis, gnobilis, ignobilis confermano l’esistenza di un verbo originario di nosco, al quale è chiaro ch’essi hanno attinenza; ma se venissero da nosco farebbero noscibilis ec. da noscitum, ed anche il Forcellini che certo non aveva osservata la formazione de’ verbali in bilis da’ supini in tum, pur vide che nobilis era quasi noscibilis (vedilo in