Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4191

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*   καὶ τοῦτον ὑπέρχεται τὸν ἀγῶνα ὁ λόγος (Δίωνος τοῦ χρυσοστόμου, πρὸς Νικομηδεῖς περὶ ὁμονοίας πρὸς τοὺς Νικαεῖς), εὐκαίρως διὰ τῆς ἡδονῆς προενηνεγμένος. μᾶλλον γὰρ οὔτω ταῖς ψυχαῖς τὸ πιθανὸν ἐδέλει διαδύειν. Phot., Biblioth. Cod. 209, ed. gr.-latino 1611. col. 533 (Bologna. 18 agosto. 1826).


*    Tacheté, Marqueté. Déchiqueter.


*    Immotus, immoto ec. per immobile.


*    Altro è che una lingua sia pieghevole, adattabile, duttile; altro ch’ella sia molle come una pasta. Quello è un pregio, questo non può essere senza informità, voglio dire, senza che la lingua manchi di una forma e di un carattere determinato, di compimento, di perfezione. Questa informe mollezza pare che si debba necessariamente attribuire alla presente lingua tedesca, se è vero, come per modo di elogio predicano gli alemanni, che ella possa nelle traduzioni prendere tutte le possibili forme delle lingue e degli autori i piú disparati tra se, senza ricevere alcuna violenza. Ciò vuol dire ch’ella è una pasta informe e senza consistenza alcuna; per conseguente, priva di tutte le bellezze e di tutti i pregi che risultano dalla determinata proprietà, e dall’indole e forma compiuta, naturale, nativa, caratteristica di una lingua. La pieghevolezza, la duttilità, la elasticità (per cosí dire), non escludono né la forma determinata e compiuta né la consistenza; ma certo non ammettono i vantati miracoli delle traduzioni tedesche. La lingua italiana possiede questa pieghevolezza in sommo grado fra le moderne [p. 122 modifica]colte. La greca non possedeva quella vantata facoltà della tedesca (Bologna 26 agosto. 1826).


*    Felicità non è altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur anco il piú spregevole. Ora da questa